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Facebook e le strutture ricettive

Navigando su internet sono capitata su questo post, datato luglio 2009, che mi ha colpito per la lucida analisi del mondo dei social network e in particolare di Facebook.
Preciso che i miei sono pensieri e riflessioni in un’ottica puramente di marketing, che non prendono in considerazione l’aspetto sociale e culturale del fenomeno su cui sono già in molti a discutere e altrettanti continueranno a farlo.

Di una cosa però sono convinta, ovvero che internet sin dal suo apparire abbia sempre dato il meglio di sè esprimendosi attraverso strumenti come i newsgroup, utilizzati un tempo per scambiare opinioni, dialogare e “condividere saperi” ma anche per contribure alla nascita di rapporti professionali, amicizie e quant’altro.

E non dimentichiamo ICR, ICQ… i forum e, perchè no, anche le chat…
I cosidetti socialnetwork altro non sono che i fratelli minori di questi ormai antichi strumenti a cui si deve l’onore e l’onere di avere rappresentato la vera rivoluzione della diffusione di informazioni nel mondo.

Il quesito che mi pongo da tempo è come concretamente e praticamente un’azienda puo’ trarre benfici di immagine e quindi economici partecipando attivamente a un social come Facebook.
Il web è pieno di parole e pensieri sull’argomento ma il post di cui parlavo all’inizio ha contribuito a darmi ulteriori spunti di riflessione e anche ad avvalorare le idee che già tempo mi sono fatta sull’argomento.

Dal mio punto di vista strumenti del genere possono essere interessanti e creare un effettivo vantaggio e conseguente ritorno economico per le aziende che hanno la necessità di investire in primis sull’aspetto “immagine”
Mi spiego meglio, se si ha la necessità di lanciare e promuovere un nuovo prodotto e servizio o consolidare la propria immagine, sicuramente una presenza su facebook, gestita e ben curata, può apportare degli effettivi vantaggi.

Il problema è che molte agenzie di marketing, facendo di tutta l’erba un fascio, spingono i clienti, indipendentemente dall’attività o servizio offerto, ad apparire su facebook aprendo la ormai classica pagina dei fan ritenendo questa come una componente essenziale di un buon piano di marketing.
Vi sono però, secondo me, attività e settori la cui presenza su  questo FB  è spesso inutile e superflua e difficilmente potà dare degli effettivi ritorni tali da giustificare gli investimenti economici e di tempo che necessariamente devono essere fatti per mantenere una presenza viva e attiva come il sistema social richiede.

Penso, per esempio ad un bed & breakfast, un agriturismo, un piccolo hotel, i cui ospiti sono prevalentemente turisti che desiderano visitare la zona in cui sorge la struttura.
Si tratta di un tipo di clientela dove il concetto di fidelizzazione, in questo caso, non ha senso per la semplice ragione che la maggiore parte di costoro non tornerà più in quel determinato luogo e struttura ricettiva visto che raramente il turista ripete la medesima esperienza di viaggio tendendo sempre a cercare nuove mete, località e strutture da visitare, conoscere e scoprire.

Il suo ruolo, quindi, diventa quello di testimonial, ovvero di colui che potrà trasmettere ad altri l’emozione positiva o negativa avuta nel momento in cui ha soggiornato in una struttura ricettiva.
E questo è quanto social come Tripadvisor e affini hanno saputo percepire arrivando a costruire una piattaforma che, ormai, è diventata un punto di riferimento per l’intero settore del turismo internazionale.

Ho parlato di testimonial… non di fan (ovvero soggetti appassionati di qualcosa o di qualcuno) che invece costituiscono l’essenza della filosofia di una pagina promozionale su facebook.
Con questo non sto affermando che essere sul social network più famoso del mondo per un b&b o un agriturismo sia uno svantaggio, (ci mancherebbe!) ma semplicemente che definirne una presenza come una strategia di marketing e non limitarne la funzione a un sistema utile per relazionarsi online, quale in effetti è, diventa assolutamente fuorviante.

Se di marketing vogliamo parlare e di investimenti da affrontare per un settore che sta cercando di combattere l’attuale crisi riducendo i costi delle camere pur di restare a galla e sopravvivere, forse sarebbe più utile concentrarsi sull’ottenere attraverso i siti web una sempre maggiore visibilità sui motori di ricerca, i quali, nonostante i social, continuano a restare, stando a recenti indagini, lo strumento maggiormente utilizzato da chi è alla ricerca di una struttura ricettiva per vacanza o lavoro.

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