- autore: Jusy Accetta
- data: novembre 1998
L'imprenditore piacentino
Giovedì 29 e Venerdì 30 ottobre hanno avuto luogo a Piacenza due importanti eventi: una Giornata di Studio ed un Workshop sul Commercio elettronico organizzati dal Cratos , attiva e modernissima unità di ricerca della locale Facoltà di Economia e Commercio dell'Università Cattolica, diretta dal Prof. Ferrari.Non vi parlerò degli interventi dei relatori , del dibattito e delle conclusioni -troverete un ampio reseconto direttamente sulle pagine del Cratos - ma di un personaggio emblematico che era presente tra l'attento e caloroso pubblico: L'Imprenditore Piacentino.
Costui rappresentava la categoria degli operatori economici italiani, di coloro che sono destinati a diventare i principali attori della crescita economica della Rete e della sua trasformazione da mero mezzo di comunicazione a strumento di marketing. Da pratico e concreto uomo d'affari di successo ha ritenuto che fosse giunto il momento di cominciare a capire cosa fosse Internet e cosa potesse rappresentare economicamente per un' azienda come la sua. Armato di tutte le migliori intenzioni, deciso ad allontanare lo spettro dello scetticismo che lo pervadeva, ha ascoltato paziente ed attento tutti i relatori (compresa la sottoscritta e lo ringrazio caldamente); nel suo volto si leggeva chiaramente l'espressione di chi cercava di comprendere di cosa si stesse parlando. Ha capito che i sistemi bancari italiani sono ancora poco efficenti nell'ambiente telematico, ha conosciuto l'esperienza di aziende italiane che vendono su Internet il vino, i libri ed i computer (chi con più, chi con meno successo), ha assimilato i consigli degli esperti di marketing che suggerivano una presenza commerciale sulla Rete tramite nuovi e diversi metodi d'approccio, ha appreso delle novità del software che consente di gestire un sito commerciale in maniera altamente professionale; insomma ha sentito parlare di tutto ma non di ciò che avrebbe voluto realmente ascoltare.
Inevitabili le sue domande: Quanto costa ad un'azienda essere presente su Internet ? Si guadagna a stare su Internet ? Caro Imprenditore Piacentino le sue legittime e giustificate domande hanno ottenuto solo vaghe e poco chiare risposte: nessuno è stato in grado, giustamente, di risponderle con tranquillità e sicurezza: "Porti la sua azienda in Rete perché questo è un investimento sicuro". Tra un buonissimo piatto di penne al tartufo ed una fantastica insalata di pollo, durante la colazione, quando il poveretto mi ha confessato la sua profonda delusione , ho provato una sensazione di disagio, quasi di sconfitta personale. Ho l'impressione che si stia rischiando di allontanare e non di avvicinare il mondo produttivo italiano ad Internet. Gli addetti ai lavori, coloro che tutti i giorni cercano di analizzare, studiare e sviluppare azioni di marketing che conducano al successo di un sito aziendale, hanno spesso sottovalutato l'importanza del concreto contatto con l'effettiva realtà economico-culturale del nostro paese.
Oggi più che mai è necessaria ed improgabile un'azione capillare di alfabetizzazione telematica; il mondo imprenditoriale, che crea ricchezza e sviluppo, deve essere messo nelle condizioni di capire Internet tramite linguaggi e metodi d'approccio che possano essere chiari per tutti. In una visione di economia globale l'impresa ha la necessità di trovare nuovi spazi di presenza competitiva sul mercato: Internet non è e non può essere la sola soluzione ma, sicuramente, se ben utilizzata, può rivelarsi una compontete essenziale in un processo di sviluppo aziendale adeguato ai tempi che viviamo. Qualcuno ha illuso il nostro Imprenditore Piacentino sul fatto che la Rete rappresentasse la Città della Felicità dove basta mettersi in piazza per trovare clienti e fare affari; chi ha la colpa di averlo fatto credere in queste assurde falsità ?
In primis gli avvoltoi della rete , piccoli figuri che sono gli unici ad avere trovato la loro America , facendo credere che il modo per fare i soldi era lì a portata di mano e con minimi investimenti. I massmedia, poi, hanno contribuito in larga misura ad offrire una visione di Internet spesso distorta ed in due direzioni opposte: quella negativa, proponendola al pubblico come un covo di depravati alla ricerca del proibito, e quella positiva, raccontando e narrando le storie telematiche imprenditoriali di aziende americane che hanno venduto prodotti per migliaia di dollari senza aggiungere, però, che molte di queste, a tuttoggi, sono in perdita nonostante gli alti incassi. Ed allora cosa bisogna fare? E' arrivato il momento per noi operatori professionali di spegnere per qualche ora il computer, uscire dai nostri bunker e tornare in mezzo alla gente comune parlandogli di Internet in maniera semplice , esprimendoci con parole e termini che siano comprensibili a tutti, spiegando loro a cosa concretamente e praticamente serve la telematica.
E'un grande sforzo ma bisogna farlo ed Istituzioni, Enti ed Associazioni di Categoria devono cominciare a dare per prime l'esempio, hanno l'obbligo morale e sociale di "formarsi per formare", di "informarsi per informare" e, soprattutto, di "crescere per fare crescere", non è possibile continuare a fare gli struzzi affermando che Internet è roba da "americani" e che da noi sarà poco utilizzata ecc (il responsabile di un centro di formazione professionale del Nord Italia mi parlato in questi termini...non più tardi di due mesi fà). Oggi come oggi, solo una minima parte di queste strutture vuole e riesce a svolgere correttamente il ruolo di divulgatore e promotore, sporadici ed esemplari casi inun oceano di diffidenza ed indifferenza. Vorrei solo che il prossimo anno, alla 3° edizione del Workshop del Cratos (Prof. Ferrari, perché non cercare di organizzare questi momenti di riflessione con cadenze semestrali?), l'Imprenditore Piacentino domandasse agli esperti: Quanto mi consentirà di risparmiare Internet nei costi di gestione aziendale ?. Questo significherebbe che la Montagna si è finalmente mossa per andare incontro a Maometto. Utopie ? Sogni ? Forse ma l'importante è credere nelle cose e non fermarsi ad osservarle.

