• autore: Enrico Novari
  • data: marzo 1999

L'hacker e la stampa


Gli hacker stanno vivendo un insperato, e non si sa quanto gradito, momento di notorietà, in quanto sembra che il mondo dell’informazione e dell’intrattenimento li abbia consacrati ufficialmente come tematica da sfruttare il più possibile. Era dai tempi di "Wargames" che non ci s’imbatteva in così tanti articoli, servizi, approfondimenti su tale figura, in Italia forse più conosciuta con il termine “smanettone”. In attesa di occuparci più a fondo della tematica in seguito, cominciamo con il dare la parola alla persona che, a causa della sua innata curiosità e delle conseguenti disavventure giudiziarie, viene ormai considerata il rappresentante per eccellenza del fenomeno hacker: Raoul Chiesa. Divenuto oggi un esperto di sicurezza informatica, questi ha mantenuto un indomito spirito di libertà d’espressione, e non esita ad andare controcorrente quando continua a ritenerlo necessario.

D: Chi scrive di hacking, secondo lei, come lo fa e perché? Non le è mai capitato di leggere un articolo e di pensare “questo qui non ha capito proprio niente di hacking”?

Chiesa: Sì, molto spesso. Perché il giornalista deve scrivere di tante cose, e non può avere una conoscenza profonda degli hackers. Pochi ce l’hanno, ed ancora meno scrivono belle cose.

D: Perché, secondo lei, alcuni giornali usano toni e commenti di tipo diverso su hacker, Internet e varie, a seconda che l’articolo vada in rete o su un’edizione cartacea?

Chiesa: Perché hanno paura, non sanno a che target scrivono quando pubblicano via Web... Quando lo fanno per la carta, invece, conoscono meglio i “loro” lettori. Credo che il popolo del Web sia strano, svariato, li ...spaventi.

D: Quali domande vengono poste più di frequente a Raoul Chiesa?

Chiesa: Uhmm...perché lo hai fatto, perché lo fai, cosa ci si sente ad essere un hacker, cosa vuol dire hacker, cosa fai quando entri in un sistema...domande molto stupide, in genere.

D: Ed a quali, invece, vorresti rispondere ma ti trovi impossibilitato a farlo perché nessuno te le pone?

Chiesa: Cosa penso che succederà... Cosa penso su alcune morti sospette di hacker d’alto livello accadute in Europa. Perché nascondono Echelon? Ed il progetto Enfopol? Perché voi media non ne parlate?!? Perché in Cina condannano gli hacker a morte? Perché i sistemi più protetti in cui un hacker può imbattersi sono le case farmaceutiche? Cosa hai visto in questi anni, nei sistemi che hai bucato?

D: Cosa si dovrebbe chiedere ad un hacker, prima di tutto?

Chiesa: Farlo parlare, sentire cosa vuole dire lui, cosa pensa, se ha delle cose interessanti da dire. Non è che ogni hacker abbia per forza della cose interessanti da dire, o sia per forza un genio. Ci sono tanti hacker stupidi, purtroppo.

D: Le piace avere la possibilità di scrivere articoli che andranno in rete?

Chiesa: Si, a me piace scrivere, credo solo che gli argomenti sui quali ho qualcosa da dire si esauriranno a presto. Sto per terminare un secondo articolo per Apogeonline, sul mio punto di vista riguardo le normative sui crimini informatici in italia... e poi si vedrà.