• autore: Jusy Accetta
  • data: settembre 1999

Dialogo su Giustizia e nuove tecnologie con il dott. FrancescoBrugaletta


D) L'argomento di conversazione sui media e non solo, che ha fatto dacornice a questo torrido agosto di fine millennio è stato quello dellacrisi della giustizia, cosa ne pensa dott. Brugaletta?

R) Mi colpisce la mancanza di un qualunque riferimento alle possibilitàche offre l'informatica, internet , insomma le nuove tecnologie, per lasoluzione di alcuni dei piu' gravi problemi che affliggono la giustizia italiana.

D) Questo significa che la Rete puo' contribuire a fare si' che lacertezza del diritto divenga una realta' operativa e non solo un meroprincipio del "pianeta giustizia" del nostro paese?

R) Direi che puo' dimostrarsi un ottimo supporto ed un valido aiuto pertrovare le soluzioni a tutti quei problemi che non solo i cittadini maanche noi, operatori del diritto, riteniamo oramai inderogabili.Vede la giustizia italiana sta attraversando una crisi profonda dovuta atanti fattori quali l'aumento del numero delle controversie, l'aumentodella complessita' delle leggi e della vita sociale, l'aumento dellladomanda di giustizia da parte dei cittadini; ebbene la risposta a questacrisi non puo' essere data solo sul terreno delle procedure. O meglio larisposta è perdente se viene data sul fronte delle procedure senza farericorso all'uso massiccio e convinto delle nuove tecnologie applicate ai processi.

D) Mi sembra di capire che la sua proposta sia quella di usare la retecome un' aula di tribunale, di dare vita cioe' al Processo telematico.In pratica cosa si dovrebbe fare?

R) Introdurre con provvedimenti immediati le nuove tecnologie neiprocessi, fare un piano per implementare queste tecnologie a breve e amedio termine e creare un processo addirittura completamente online.Queste tre cose andrebbero fatte contemporaneamente.

D) In termini operativi e pratici tutto questo cosa significa?

R) Da subito si possono pubblicare le sentenze per esteso su Internet,creando un facile accesso gratuito e veloce per i cittadini e per gliavvocati. In questo senso esiste già oggi l'esperienza di diversiTribunali, quello di Cassino e di Napoli e il Tar Catania.
Da subito si possono mettere a disposizione degli avvocati via interneti dati pubblici di cancelleria in modo da evitare inutili code e perditedi tempo in Tribunale.
Anche in questo senso nel web italiano ci sono gia' realizzate leesperienze del Tribunale di Patti e di Siracusa e del Tar di Catania. Dasubito si puo' cominciare a utilizzare , a latere della carta, laraccolta sistematica degli atti processuali su supporto informatico.
Per esempio si puo' consentire la produzione di una copia informatizzatadegli atti processuali in aggiunta all'originale su carta al posto delle fotocopie.Tutte queste misure possono immediatamente incentivare la velocità e latrasparenza dei processi.

D) E nel futuro prossimo cosa è possibile realizzare ancora?

R) In un mondo globalizzato com'è il nostro tutto quello che avviene inuna parte di esso si puo' riprodurre dappertutto.Negli Usa, sono in corso importanti esperimenti di file elettronico.Vale a dire si consente la produzione degli atti processualidirettamente in modo informatico con produzione attraverso Internet equindi senza recarsi materialmente in tribunale. Queste stesseesperienze si possono provare anche in Italia.E anche queste cose possono rendere piu' veloce e efficiente lagiustizia. Peraltro tenga presente che la presentazione di istanze direttamenteonline non è piu' sconosciuta al nostro ordinamento atteso che, daquesto anno, grazie all'impegno del Ministero delle Finanze è possibilepresentare la dichiarazione dei redditi via Internet.

D) Tutto questo puo' davvero portare ad una giustizia interamente "on line"?

R) Certamente, si puo' creare un procedimento integralmente online.L'avvocato presenta via internet il ricorso o la citazione che vieneesaminata dal magistrato al suo computer.Le notifiche e le difese delle altre parti vengono depositate viainternet. Se la causa non ha bisogno di essere istruita puo' esseredecisa in tempi brevissimi, quasi alla velocità del pensiero per dirlacon una frase di BillGates. Anche i processi penali, per esempio per i reati minori commessi inrete, potrebbero svolgersi integralmente online. Se ci si crede , ci sipuo' riuscire.

D) In definitiva la giustizia nel cyberspazio?

R) Infatti la giustizia nel Cyberspazio, in un contesto dove tutto sipuo' svolgere in tempo reale e in modo interattivo. Ma quelle che hodescritto sono solo alcune delle cose che si possono fare, ce ne sonomolte altre che si riferiscono all'uso del multimedia per conservare iprocessi anche dal punto di vista video-audio e all'uso diprogrammi per rendere automatiche alcune fasi del processo stesso(assegnazioni, ma anche decisioni parziali e/o ripetitive). Certo puo'fare impressione pensare che una decisione processuale puo' essereadottata da un programma, da un software, ma tutto cio' è possibile, èveloce, ed è incredibilmente obiettivo.Anche qui bisogna cominciare a pensare liberandosi dei vecchi schemi eutilizzando tutti gli strumenti a disposizione senza alcuna prevenzione.

D) La fase processuale è sicuramente fondamentale per il sistemagiustizia, ma questo è solo un aspetto.Quali altri benefici potremmo ottenere?

R) Quello che ho detto per la giustizia vale anche per le leggi e lenorme in genere. Bisogna metterle su internet gratuitamente adisposizione del cittadino. E' una opportunità che non deve esserepersa nell'interesse della democrazia e della consapevolezza sociale.

D) Teoria o pratica dott. Brugaletta? Possiamo provare ad essereottimisti?

R) Ha ragione Borrelli, bisogna pensare positivo per avere validechances per uscire dalla crisi, io aggiungerei che bisogna pensare anchein modo innovativo e globale.

D) A questo punto é inevitabile chiederle una sua previsione...

R) Il vento dell'innovazione non si puo' fermare; quando il popolo diInternet sara' una entita' importante anche in Italia, il capitolo dellagiustizia online dovra' essere scritto per forza.

**Il dott. Francesco Brugaletta e' magistrato del TAR di Catania, componente della commissione informatica del Consiglio di Stato, direttore della rivista giuridica Diritto & Diritti ed autore di Internet per Giuristi