- autore: Enrico Novari
- data: giugno 1999
La riabilitazione dell'hacker - Hackit '99
intervista pubblicata su Affari Italiani di domenica 20 giugno 1999
Incontriamo Wau Holland, uno dei leader del Caos Computer Club di Amburgo(d'ora in poi CCC), durante l'Hack-Meeting'99, al termine di un lunga ed interessante introduzione al mondo dell'hacking ed allo sviluppo dell'informatica.
Nonostante l'ora tarda sembra appassionarsi alle tematiche proposte, e l'intervista diventa così una chiacchierata tra amici.
D) L'inserimento degli hacker nella società continua ad avere dei ritmi molto lenti, almeno per quanto riguarda il nostro paese. Mentre in USA un buon hackeraggio, con successivo deposito del proprio curriculum all'interno delle difese informatiche dell'azienda violata, porta spesso all'assunzione del giovane hacker, in Italia tale azione vede ancora come possibile conseguenza uno spiacevole incontro con la polizia.
R) E' solo una questione di tempo, d'altronde é sempre stato così. La gente ha bisogno di tempo per capire ed assimilare certe possibilità, ma pian piano ci arriveremo.
Devo, tuttavia, specificare che personalmente non avrei nessun interesse a fare una cosa del genere solo per trovare un lavoro; il significato che abbiamo cercato di dare alle gesta del CCC ha sempre voluto andar oltre questo semplice scopo.
D) Lei crede che alla lunga la figura dell'hacker possa essere rivalutata e perdere quella connotazione negativa semanticamente introdotta dal vecchio continente?
R) Credo che già nell'ultimo periodo la stampa italiana abbia cominciato a seguire il fenomeno con più attenzione, distinguendolo dalla criminalità informatica e dagli usi distorti dei mezzi tecnologici.
Se oggi sono qui all'Hack-Meeting, é proprio nella speranza di portare avanti tale visione, affinché la percezione della figura dell'hacker sia meno distorta.
D) Tale processo di "riabilitazione" del fenomeno hacker sta avvenendo di pari passo anche nel suo paese? Oppure la Germania é più avanti rispetto ai primi leggeri cambiamenti che lei intravvede nel nostro paese?
R) Da noi continuano a convivere due visioni contrapposte dello stesso fenomeno, che fanno molta fatica ad incontrarsi.
Anche nei confronti del CCC, nonostante la nostra storia ed il nostro operato siano sotto gli occhi di tutti, si possono ancora riscontrare delle diffidenze, delle difficoltà a considerarci un partner affidabile per consultazioni e collaborazioni.
E' vero, alcuni membri del CCC in passato possono aver commesso degli errori, come per i contatti con il KGB, ma la nostra attuale funzione d'insegnanti, di relatori delle nostre conoscenze e capacità, soprattutto verso i più piccoli, non può essere ignorata.
D) Le leggi tedesche contro il crimine informatico sono restrittive e poco al passo con la realtà, come le italiane, o riescono a trattare il fenomeno con meno tecnicismi e più proprietà di conoscenza?
R) Da noi la cosa più importante é che l'hacker non si arricchisca del suo operato, la legge é attenta soprattutto a questo.
Non devi guadagnare del denaro rivendendo informazioni o modificando conti e transazioni economiche, il resto non é così pericoloso per l'hacker. Un mio amico, ad esempio, era un piccolo "genio" del computer, tanto che i suoi professori universitari imparavano a volte da lui alcuni passaggi e comandi informatici.
La polizia cominciò a tenerlo sotto controllo, ad informarsi sulle sue origini sui suoi movimenti, fino a chiedergli di poter vedere ed esaminare il suo p.c., con gran stupore dei genitori che hanno visto queste persone entrare in casa e seguire il figlio in camera sua senza capire cosa stesse succedendo. In seguito a tale controllo, da cui non é emerso nulla d'illegale, questo ragazzo non é più stato disturbato.
Mi rendo conto di quanto questo possa esser dificile d capire e da accettare, ma credo che queste situazioni in futuro avverranno di meno, soprattutto se gli hacker acconsentiranno ad avere un ruolo pubblico e sociale come noi del CCC.
Se tu sei un hacker esperto, e vuoi compiere azioni illegali con le tue conoscenze, potrai anche riuscirci senza che nessuno se ne accorga, ma questa filosofia di pensiero non é mai appartenuta al nostro gruppo.
D) In Italia prosegue il dibattito sulla rete e la sua reale funzione: tra chi la vede come la panacea di tutti i mali e chi la demonizza come ricettacolo di pedofili e criminali. Qual é la sua opinione in proposito?
R) Internet é lo specchio della nostra società, tutto ciò che é presente nella nostra società avrà una sua rappresentazione in rete.
Ma si devono salvaguardare le presenze positive, l'operato di tanti che la usano per estendere la reale possibilità di ricerca e conoscenza.
Queste persone sono come dei rari funghi commestibili che crescono in Germania, molto buoni, che é possibile trovare con paziente attenzione.
Tuttavia, nella ricerca, si incontreranno anche dei funghi velenosi, magari più facili da individuare, ma questo non é un buon motivo per smettere di cercare e di avere fiducia.
In risposta a molti politici che continuano ad attuare una campagna dialettica negativa contro la rete, ognuno di noi dovrebbe continuare la sua ricerca di una dimensione positiva di questo strumento.

